Giovedì 19 febbraio 2015. Conferenza del prof. Giancarlo Petrella.

Care Amiche e Amici bibliofili

il prossimo giovedì 19 febbraio 2015,

sempre presso l’Emeroteca

il prof. Giancarlo Petrella

ci parlerà di

“Quel pasticciaccio bresciano”

Dante in tipografia, Brescia,

Bonino Bonini, 1487.

INVITO RINNOVATI FRONTE 15 01 2015.FH10L’edizione della Commedia licenziata a Brescia dal tipografo di origini dalmate Bonino Bonini, come recita il colophon, «il dì ultimo di mazo MCCCCLXXXVII» occupa un ruolo di primo piano nella tradizione a stampa del Poema inaugurata dalla veneranda princeps Foligno 1472. Il merito non sta nelle particolari cure testuali, quanto nell’ampio corpus iconografico che ne fa in assoluto la seconda edizione illustrata, dopo l’edizione stampata a Firenze da Niccolò di Lorenzo nel 1481. Accade però che nella fiorentina solo i primi 19 canti dell’Inferno siano accompagnati da altrettanti rami incisi probabilmente da Baccio Baldini su disegni attribuiti a Sandro Botticelli. In ragione di ciò l’edizione bresciana del 1487, interamente illustrata (pur con alcuni equivoci) fino al I canto del Paradiso, può a buon diritto essere considerata il primo tentativo a stampa di illustrare l’intero poema dantesco. Il risultato è un’edizione assai cara ai collezionisti, ma del cui aspetto materiale e della cui vicenda editoriale finora si conosce ancora troppo poco. La stampa bresciana ha infatti finora goduto di maggiore attenzione presso gli storici dell’arte che i bibliografi e gli storici del libro, forse scoraggiati dalla necessità di mettere in campo robuste competenze su diversi fronti, dalla storia del libro all’incunabolistica alla storia dell’illustrazione libraria. L’edizione prevede una silografia per ogni canto sino al I del Paradiso. Qui, per ragioni che paiono forse riconducibili a difficoltà sia tecniche sia finanziarie, lo sforzo illustrativo si arrestò bruscamente. La storia dell’edizione bresciana del 1487 è dunque verisimilmente anche la storia di un, parziale, fallimento editoriale. Se le silografie sono dunque 68, in realtà le matrici sono solo 60. In otto canti si riscontrano infatti palesi ed eclatanti casi di riuso, primo segnale che qualcosa andò storto nel delicato lavoro d’équipe fra tipografi e artisti incisori. Clamorosi sono soprattutto i casi di reimpiego in Inf. XIX della matrice originale del canto XI o di Inf. XXVI che tradisce lo stesso legno già impiegato per illustrare il canto XXII, o ancora nei canti finali del Purgatorio dove si impiegò addirittura tre volte la stessa silografia. La silografia del primo canto del Paradiso non ha alcuna attinenza col testo, al punto che ipotizzo possa trattarsi in realtà del legno progettato (ma poi non impiegato) per il canto XXXIII del Purgatorio. La difficoltà nel rappresentare la materia dei canti finali del Purgatorio e del Paradiso rende forse più comprensibile la necessità di ricorrere spesso a soluzioni d’emergenza e infine l’interruzione del progetto iniziale. È assodato che le silografie, forse governate da un’unica regia compositiva, siano da attribuirsi a diversi artisti dotati di sensibilità e capacità assai differenti. Le prime silografie dell’Inferno, caratterizzate da tratti di vivido realismo, possono ragionevolmente assegnarsi al maestro A, forse il caposcuola; altre paiono piuttosto da attribuirsi a una mano B, chiaramente distinguibile per ductus compositivo e minore resa dei dettagli. Infine è ragionevole supporre, già per alcuni canti dell’Inferno ma poi soprattutto all’altezza del Purgatorio, l’intervento di artisti assai meno dotati, forse persino garzoni di bottega, che incidono legni rozzi e appena abbozzati.

Durante la stampa dell’edizione si verificarono alcuni problemi nell’organizzazione del lavoro fra compositori, torcolieri e incisori di cui restano tracce, finora non individuate, in pochissimi esemplari che presentano sostanziali differenze di natura iconografica. L’analisi di circa 90 esemplari dei 115 censiti consente di ricostruire la storia della stampa del Dante bresciano, individuando le ragioni di queste varianti e omissioni, a partire dalla copia a suo tempo appartenuta al collezionista Essling che nel 1903 Charles Gérard definiva «exemplaire exceptionnel et vraisemblablement unique dans son genre».

(La vicenda è ricostruita nei contributi G. Petrella,Dante in tipografia. Errori, omissioni e varianti nell’edizione Brescia, Bonino Bonini, 1487, «La Bibliofilia», 115, 2013, pp. 167-195; Iconografia dantesca ed elementi paratestuali nell’edizione della Commedia Brescia, Bonino Bonini, 1487, «Paratesto», X, 2013, pp. 9-36).

Giancarlo Petrella (1974) è dal 2002 docente a contratto presso l’Università Cattolica di Milano-Brescia. Dal 2002 al 2005 ha insegnato presso l’Università di Sassari. Nel 2013 ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale per la I fascia, settore concorsuale 11/A4 Scienze del Libro e del Documento. È autore di un centinaio di contributi e monografie riguardanti storia del libro e delle biblioteche (tra cui L’officina del geografo. La Descrittione di tutta Italia di Leandro Alberti e gli studi geografico-antiquari tra Quattro e Cinquecento, Milano, Vita e Pensiero, 2004; Arnaldo Segarizzi storico, filologo, bibliotecario. Una raccolta di saggi, Trento, Provincia autonoma, 2004; Uomini, torchi e libri nel Rinascimento, Udine, Forum, 2007; Fra testo e immagine. Stampe popolari del Rinascimento in una miscellanea ottocentesca, Udine, Forum, 2009; La Pronosticatio di Johannes Lichtenberger. Un testo profetico nell’Italia del Rinascimento, Udine, Forum, 2010; Gli incunaboli della biblioteca del Seminario Patriarcale di Venezia. Catalogo, Venezia, Marcianum Press, 2010; L’oro di Dongo ovvero per una storia del patrimonio librario del convento dei Frati Minori di Santa Maria del Fiume, Firenze, Olschki, 2012). È di imminente uscita il suo nuovo lavoro I libri nella torre. La biblioteca di Castel Thun: una collezione nobiliare tra XV e XX secolo, Firenze, Olschki, 2015. Dal 2011 segretario di redazione de La Bibliofilia, collabora con Il Giornale di Brescia e il Domenicale del Sole24ore.

GdiBS 15 febbraio 2015 pagBresciaoggi Petrella

Giovedì, 15 gennaio 2015, ore 17:30. Conferenza della dott.ssa Laura Rinnovati.

Care Amiche e Amici bibliofili,

riprendiamo nel 2015 con le conferenze Misinta.

Giovedì 15 gennaio 2015 alle 17:30,

sempre nel salone dell’Emeroteca,

la Dott.ssa Laura Rinnovati,

Bibliotecaria del Conservatorio di Musica “Luca Marenzio”,

ci parlerà della sua esperienza in India come

Bibliotecaria volontaria per la Society for the

Advancemente of the Rural People of India (SARPI)

alla Samagratha Library,

biblioteca pubblica della cittadina di Honavar.

INVITO MORANDI FRONTE 20 11 2014.FH10 

Giovedì, 20 novembre 2014, ore 17:30. Conferenza del Dott. Piercarlo Morandi

Care Amiche e Amici bibliofili,
giovedì 20 novembre 2014 alle 17:30,
sempre nel salone dell’Emeroteca

  il Dott. Piercarlo Morandi, ricercatore e storico,
terrà una conferenza dal titolo:
Brescia e Venezia
nei fondi archivistici della
Serenissima

INVITO MORANDI FRONTE 20 11 2014.FH10Piercarlo Morandi laureato all’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 1976 con una tesi di storia medievale, ha all’attivo una serie di pubblicazioni e di contributi a lavori di ricerca storica. Tra questi: “S. Eufemia della Fonte fra Settecento e Ottocento“, “Il monastero benedettino e la parrocchia di S. Eufemia” e i saggi: “Aristocrazia e nobiltà: il feudo dei Gambara” in La corte del Mito, Gambara antico feudo della Bassa; “Latte e formaggi nei consumi nobiliari. L’esempio di due famiglie aristocratiche bresciane (secc. XVI-XVIII)” in La civiltà del latte; “Le istituzioni civili in epoca moderna” in Monticelli Brusati,dall’abitato sparso al comune; “Dal 1701 ai nostri giorni” in Urago Mella nella storia e nell’arte. Ha contribuito con ricerche archivistiche ai cataloghi relativi alle tre mostre sulla pittura in Valtrompia dal Cinquecento al Settecento e ad altri volumi di storia locale. Attualmente lavora sulle fonti di storia bresciana nei fondi documentari veneziani.

Giovedì, 23 ottobre 2014, ore 17:30. Conferenza del prof. Luca Frassineti

Care Amiche e Amici bibliofili,
la conferenza che il prof. Luca Frassineti, professore Associato all’Università di Napoli, terrà giovedì 23 ottobre 2014 alle 17:30, sempre nel salone dell’Emeroteca, avrà per titolo:
Arte ministra d’immortalità. Strategie di mercato della tipografia bresciana di Nicolò Bettoni in età napoleonica.
Si parlerà infatti della tipografia che oltre a stampare gli atti ufficiali della Brescia napoleonica dedicava i suoi torchi anche ad opere letterarie di storica e artistica rilevanza.
Infatti il Bettoni era in contatto epistolare e personale con
Vincenzo Monti e con Ugo Foscolo.
Nel periodo dall’ 1804 al 1811 ha pubblicato un foglio giornalistico
Il Redattore del Mella
di cui sono state ritrovate poche copie.
INVITO BAREZZANI FRONTE 18 09 2014.FH10

UN FOGLIO PERIODICO

NELLA BRESCIA NAPOLEONICA

(1804-1811)

Nicolò Bettoni è stato uno dei più grandi editori del primo Ottocento e, come ogni stampatore che non fosse semplice impressore di caratteri, diede alla sua impresa editoriale la fisionomia inconfondibile della “fucina” di idee e di testi.

Egli intrattenne contatti e amicizie con i maggiori letterati italiani della sua epoca, a partire dal Foscolo, passando per Pietro Giordani, per finire con il non meno importante Vincenzo Monti: per loro egli allestì edizioni di testi in una veste di straordinaria eleganza.

Fra le iniziative editoriali più curiose e meno conosciute di questo inquieto editore si segnala un periodico dal titolo Il Redattore del Mella. Il primo numero di questa agile gazzetta uscì il 14 ottobre 1804, in piena età napoleonica: il Bettoni, che aveva rilevato la stamperia dipartimentale del Mella, ne fece un foglio di notizie internazionali, distese sulle prime tre pagine, e un veicolo per divulgare le proprie novità editoriali e gli aggiornamenti più tempestivi sulle novità letterarie bresciane e, più in generale, nord-italiane.

La gazzetta uscì regolarmente fino al dicembre 1811, per poi cambiare “pelle” e nome (Giornale del Dipartimento del Mella prima e Giornale della Provincia Bresciana, in ossequio al mutato ordine politico in epoca di Restaurazione). Inutile sottolineare la notevole importanza di questa fonte di notizie letterarie e culturali. Ma come in ogni bella storia, anche in questa c’è un fondo di amaro: di questo giornale sopravvivono poche annate complete (1804-5, 1806, 1807) e solo miseri frammenti di annate successive. La maggior parte delle annate sembra essere sparita nel nulla.

Abbiamo cercato nei repertori on-line delle maggiori biblioteche d’Italia e del mondo, abbiamo cercato nei cataloghi delle biblioteche cittadine, ma senza risultati. Riteniamo che un foglio periodico di tale importanza non possa essere svanito nel nulla: pertanto sollecitiamo tutti gli appassionati bibliofili, collezionisti, studiosi o solo curiosi di memorie storiche bresciane a darsi da fare per recuperare o solo segnalare, se possibile, in collezioni private o sul mercato antiquario i pezzi rimanenti di questo puzzle.

SI INVITANO I BIBLIOFILI BRESCIANI A RICERCARE

NELLA PROPRIA MEMORIA, TRA I PROPRI LIBRI E CARTE

E A CHIEDERE

AD AMICI, PARENTI, VICINI E CONOSCENTI

SE POSSEGGONO O CONOSCONO DOVE POSSANO TROVARSI

ALTRE COPIE DE “IL REDATTORE DEL MELLA”

P1090031

 

Giovedì, 18 settembre 2014, ore 17:30. Conferenza della prof.ssa Maria Teresa Rosa Barezzani

Care Amiche e Amici bibliofili,
con piacere riprendiamo le nostre conferenze dopo la pausa estiva.
Il 18 settembre 2014 alle 17:30, sempre nel salone dell’Emeroteca, la prof.ssa Maria Teresa Rosa Barezzani ci parlerà di:
Tradizionio liturgiche, influssi e adozioni in un codice liturgico bresciano dell’XI secolo.
Ci vediamo giovedì 18 settembre.
​BREVE CURRICULUM :

Maria Teresa Rosa-Barezzani,professore emerito dell’Università di Pavia(Dipartimento di Scienze Musicologiche e Paleografico-Filologiche)

Pubblicazioni:

 – nel settore paleografico-musicologico: edizioni critiche, questioni teoriche;

 – nel settore liturgico:studi su problemi storico-agiografici (soprattutto relativi alla città);

 – relativamente al manoscrito: La notazione neumatica di un codice bresciano (secolo XI), Cremona, Fondazione Claudio Monteverdi 1981